In corsoD&D 5eVastria

La Grande Rotta: Il Prezzo della Libertà

Master
Gm_Marco
Durata
Campagna continuativa
Livelli
1-20
Giocatori
3-7
Giorno
Mercoledì
Orario
21:00

Una ciurma sconosciuta prende il largo tra isole leggendarie e mari contesi da pirati, flotte militari e potenze mercantili. Tra abbordaggi, rovine sommerse e creature colossali, insegue la leggenda dell’Approdo Primo. Ogni impresa porta fama, nemici e nuove taglie, mentre la nave diventa casa e la ciurma famiglia. Un’avventura di libertà, esplorazione e scelte difficili, per conquistarsi un nome tra le leggende del mare.

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Narrative delle sessioni

L'archivio delle serate giocate, dalla più recente alla più vecchia.

Sessione del mercoledì 21 ottobre 2026

Sulla Vedova di Sale, gli ultimi preparativi per l’incursione lasciarono spazio ai saluti. Alasdair cercò Lyria e, dopo le incomprensioni della notte precedente, la baciò davanti alla ciurma. Lei ricambiò con passione. Poco distante, Elyra abbracciò Graves, raccomandandogli di tornare tutto intero, e gli consegnò una pozione di guarigione preparata con le erbe recuperate a bordo. Il vecchio pirata arrossì, ma non rinunciò a consigliarle di non fidarsi troppo di nessuno, nemmeno di lui.

Yulia tornò invece da Doran Kelst per recuperare il proprio amuleto. L’armaiolo glielo restituì con un avvertimento: il ciondolo era quasi certamente maledetto e quella maledizione sembrava ormai legata anche a lei. Aveva individuato alcune capacità dell’oggetto e conosceva qualcuno a cui indirizzarla per approfondire la questione, ma Yulia rimandò entrambe le spiegazioni al ritorno.

La scialuppa era appena stata calata quando Lyria si lanciò dal ponte chiedendo: «C’è posto?». Fra le imprecazioni di Oscar e il sorriso di Alasdair, prese posto accanto a Yulia. Il gruppo lasciò la Vedova nella notte senza luna e raggiunse Punta Ferrosa senza essere individuato. Sfruttando un punto cieco della costa, gli incursori sbarcarono e si avvicinarono alla postazione del cannone.

Nogad aprì l’attacco scagliando una sacca di gas che oscurò la visuale delle guardie. Nella confusione, il gruppo travolse gli uomini della Morsa. Graves si fece strada con i suoi due pugnali, mentre Nogad reggeva i colpi e abbatteva gli avversari con l’enorme tridente. Le frecce rivestite d’acido di Yulia e i tiri precisi di Vakk colpivano chi tentava di resistere; Oscar attraversava lo scontro alternando attacchi ravvicinati e spari della Breccia. Gibbs e Stanley combatterono in sincronia, mentre Lyria dimostrò tutta la propria destrezza con il pugnale ricevuto da Oscar.

Lo scontro terminò con la caduta di tutti i circa quindici uomini della Morsa. Punta Ferrosa era nelle loro mani, ma i prigionieri si trovavano ancora sulla Gabbia, il brigantino leggero di Dargan Rell. La scialuppa dell’isola li attendeva per il prossimo tratto dell’incursione.

Avevano conquistato il presidio. Ora dovevano conquistare una nave.

Sessione del mercoledì 14 ottobre 2026

Nella cabina della Vedova di Sale, Veyra annunciò che Punta Ferrosa distava ancora una ventina di ore. Prima dell’arrivo li avrebbe convocati per definire il piano; fino ad allora potevano riposare e recuperare le forze. Oscar cercò invece Harek, deciso a farsi insegnare a usare il moschetto. Il nostromo, con metà dell’equipaggio addormentato, gli chiarì che se avesse cominciato a sparare sarebbe finito in mare con una pietra ai piedi. La lezione venne rimandata.

Alasdair invitò Lyria a seguirlo sulla coffa. Lontano dal ponte, la ringraziò per avergli salvato la vita e cercò di baciarla. Lei gli domandò se fosse sicuro; alla sua risposta, la distanza fra loro si ridusse. Fu però Alasdair a fermarsi, riportando alla luce un nome che l’aveva sentita pronunciare nel sonno: Maya. Lyria si irrigidì. Gli chiese se l’avesse spiata e il momento si spezzò. Prima di andarsene, gli disse che avrebbe voluto soltanto stare bene con l’uomo a cui sentiva di tenere, senza dover affrontare quel dolore proprio allora. Scese a dormire, lasciandolo sulla coffa senza una risposta.

All’alba, Graves era già alla murata e, questa volta, la pesca sembrava procedere bene. Edrik pensò di accompagnarla con una filastrocca sulla sua disastrosa caduta in mare del giorno precedente. Non riuscì a finirla: Graves gli promise che, continuando, sarebbe stato lui il prossimo a volare fuori bordo. La canzone terminò lì.

Nel frattempo, Gibbs e Doran completarono Stanley, il difensore d’acciaio ispirato ai granchi della Secca del Boia. Grazie alle zampe d’abbordaggio, il granchio meccanico poteva arrampicarsi sulle superfici lisce senza bisogno di appigli. Gibbs lo portò sul ponte per mostrarlo agli altri, provocando un primo scompiglio fra i marinai. Doran intervenne a tranquillizzarli: il progetto era finalmente diventato una presenza concreta a bordo.

La giornata trascorse fra chiacchiere e preparativi. Verso sera, Veyra riunì nuovamente il gruppo nella propria cabina e illustrò la missione. Fra i prigionieri della Morsa c’era Sira Vel, una carpentiera di Braciera appartenente al suo equipaggio a terra, capace di rimettere in acqua navi che altri avrebbero demolito. A tenerla prigioniera era Dargan Rell, il Serratore al comando della Gabbia.

Il gruppo avrebbe raggiunto Punta Ferrosa su una scialuppa da sei posti, accompagnato da Nogad sott’acqua. Sull’isola avrebbe dovuto eliminare gli uomini della Morsa e sabotare il cannone a terra, poi usare la scialuppa presente sul posto per avvicinarsi alla Gabbia e liberare i prigionieri. La Vedova di Sale avrebbe attirato il fuoco del brigantino leggero, coprendo l’avvicinamento. Per spezzare la resistenza nemica, Veyra indicò un bersaglio preciso: Dargan.

Mancavano meno di due ore all’arrivo. La capitana congedò il gruppo, ordinò a Harek di preparare la scialuppa e fece spegnere le luci della nave. Nella notte senza luna, la Vedova di Sale proseguì verso Punta Ferrosa. La scialuppa doveva ancora scendere in acqua.

Sessione del mercoledì 7 ottobre 2026

La traversata della Vedova di Sale è proseguita tra preparativi, discussioni e i primi momenti di vita a bordo. Nell’armeria di Doran Kelst, il gruppo si è occupato dell’equipaggiamento, tra corazze di cuoio, pozioni e oggetti da esaminare. Doran ha identificato La Breccia, ma a richiamare l’attenzione è stato soprattutto il ciondolo a forma di serpente d’argento che Yulia porta con sé da sempre. Durante un’accesa contesa, l’oggetto ha sprigionato una scarica elettrica che ha colpito entrambi. Doran lo ha dichiarato maledetto; Yulia, pur pretendendo che le venisse restituito, ha accettato di lasciarglielo perché potesse studiarne le iscrizioni e la natura.

Mentre Gibbs è rimasto nell’armeria a lavorare con Doran al progetto di un granchio meccanico, gli altri si sono sparsi per la nave. Alasdair e Vakk hanno osservato il mare e la ciurma, mentre Yulia si è dedicata ai propri appunti. Oscar ha raggiunto Lyria nei suoi alloggi, dove ha dovuto fare i conti anche con Bronn e Malven, per consegnarle il pugnale delle sette tacche. Il gesto è stato accolto con diffidenza: Lyria voleva sapere cosa si aspettasse in cambio. La risposta di Oscar è stata semplice: non poteva proteggere Alasdair da solo. Tra battibecchi e resistenze, l’incontro si è concluso con un ringraziamento.

Sul ponte, intanto, Graves si era sistemato a pescare. La lenza si è però impigliata in qualcosa sotto la superficie e Graves, ostinandosi a non mollare la presa, è finito trascinato in mare. La canna si è spezzata e, una volta tirato fuori dall’acqua, ha riversato sul ponte una sequela di bestemmie e proteste, con ben poco rimasto della sua attrezzatura.

La presenza intravista sotto la superficie si è rivelata essere Nogad, un tritone della ciurma di Veyra, che è riuscito a balzare a bordo prima di crollare sul ponte. Enorme persino per la sua gente, segnato da strani tatuaggi tribali, era tornato gravemente ferito dalla ricognizione a Punta Ferrosa. Trasportato in infermeria, ha ricevuto le cure del medico di bordo e di Yulia.

Nogad ha riferito che la Gabbia, la nave di Dargan Rell, era ancora ancorata a Punta Ferrosa, a quasi un giorno di navigazione. Sira Vel si trovava probabilmente ancora a bordo: fino a quando aveva potuto sorvegliarla, non aveva visto nessuno salirvi. Ricevute queste notizie, Veyra ha ordinato ad Alasdair di radunare i suoi compagni e raggiungerla nel suo ufficio. La sessione si è conclusa al loro ingresso, prima che il capitano esponesse i dettagli.